Sabato del Vignaiolo 2026
I Vignaioli
33 cantine indipendenti del Lazio. Il 9 maggio saranno tutte alla Riserva della Cascina, pronte a farvi assaggiare i loro vini e raccontarvi le loro storie.
Ogni cantina, una storia. Ogni vino, un territorio.
Vignaioli indipendenti da tutta la regione: dai Castelli Romani alla Tuscia, dalla Ciociaria all’Agro Pontino. Bianchi, rossi, rosati, bollicine — il meglio del Lazio artigianale, direttamente dai produttori.
Torre in Pietra
Fiumicino (RM)
Nel borgo medievale di Torre in Pietra, la famiglia Antonelli coltiva in biologico su colline di tufo e breccia all’interno della DOC Roma. Cantina scavata nel tufo, usata per fare vino fin dal 1500. Cesanese, Fiano, Malvasia Puntinata.
Artico
Aprilia (LT)
Classe ’85, prima annata prodotta ’12. Autoctoni e internazionali sul confine sud tra la campagna romana e l’agro pontino. Terreni vulcanici, rispetto del frutto, devoto al terroir.
Trebotti
Castiglione in Teverina (VT)
Tre fratelli, una cantina biologica al confine tra Lazio, Umbria e Toscana. Pionieri della sostenibilità: carbon footprint certificata, biolago, compost aziendale. Vini senza solfiti aggiunti, spumanti e passiti dalla Tuscia.
Riserva della Cascina
Roma (RM)
La location che ci ospita il 9 maggio è anche una cantina. Silvia Brannetti e Daniela Vecchi producono vino biologico nel cuore del Parco dell’Appia Antica. Terra, storia e vigne a due passi dal centro di Roma.
Ciucci
Orte (VT)
Dal 1910 la famiglia Ciucci coltiva la sua terra tra la Valle del Tevere e i Monti Amerini. Biologici dal 2006: Sangiovese, Violone, Malvasia del Lazio e Vermentino. Un secolo di storia contadina.
Casale Certosa
Santa Palomba, Roma (RM)
La famiglia Cosmi produce vino biologico dai primi anni 2000, alle pendici dei Castelli Romani. Fermentazioni spontanee, interventi minimi, terreni vulcanici. Malvasia Puntinata, Grechetto, Montepulciano e Syrah.
D.S Bio di Danilo Scenna
Pescosolido (FR)
Giovane vignaiolo biodinamico ai piedi dell’Appennino. Vigneti a 630 metri, viti a piede franco di 80 anni, vitigni salvati dall’estinzione: Maturano, Lecinaro, Uva Giulia. Lavora con i cavalli, vinifica in cemento, non filtra nulla.
Terre di Marfisa
Farnese (VT)
La famiglia Clarici nell’Alta Tuscia, su terreni di tufo vulcanico con vista sul Tirreno. Vini con nomi in etrusco — Zamathi, Teshami, Thu Sha. Vermentino, Sangiovese, Petit Verdot e Syrah. Un omaggio a nonna Marfisa.
Cantina del Tufaio
Zagarolo (RM)
Cinque generazioni di vignaioli, dal 1881. Nicoletta Loreti porta avanti la tradizione in un casale con una grotta scavata nel tufo a 16 metri di profondità. Malvasia laziale, Trebbiano giallo, Merlot.
Cantine Il Moro
San Vito Romano (RM)
Alessandro Luciani, tra i più giovani produttori della provincia di Roma. Sulle orme del bisnonno, ha rilanciato la produzione nelle storiche cantine tra i Monti Prenestini. Vini di mezza costa, dal 1924.
Andrea Tranquilli
Olevano Romano (RM)
Andrea Tranquilli ha trasformato la vecchia casa di famiglia in agriturismo e cantina. Viticoltura biologica nel cuore del territorio del Cesanese: rosso e l’innovativo Cesanese vinificato in bianco. Sette ettari tra vigneti, uliveti e bosco.
Carla Onofri
Vallerano (VT)
A Vallerano, nel cuore della Tuscia, tra noccioleti e vigneti. Carla Onofri coltiva la sua terra con il ritmo delle stagioni, producendo vini che parlano di questa collina viterbese.
Alberto Giacobbe
Paliano (FR)
Tre generazioni, dal 1939. Alberto, classe ’83, ha rivoluzionato tutto: dal convenzionale al biologico, dallo sfuso alla bottiglia. 15 ettari tra Paliano, Piglio e Olevano Romano. Cesanese del Piglio DOCG e Passerina del Frusinate.
Lotti
Cellere (VT)
Vincenzo Lotti coltiva 8 ettari biologici tra Cellere e Canino, a ridosso dell’antica città etrusca di Vulci. Filiera interamente propria, nessun passaggio esterno. Procanico, Malvasia Puntinata, Violone, Cabernet.
Vini Pacchiarotti
Gradoli (VT)
Antonella Pacchiarotti e il suo Aleatico: lo vinifica in rosso, in bianco, in rosa, in ramato e in passito. Una visione a 360° su un vitigno straordinario, sulle colline del Lago di Bolsena.
Merumalia
Frascati (RM)
Tra le colline dei Castelli Romani nasce Merumalia — letteralmente ‘vino e altre cose’ — azienda agricola biologica e wine resort. Giulia e Flavia Fusco portano avanti con visione contemporanea un progetto di famiglia.
Donato Giangirolami
Cisterna di Latina (LT)
Dal 1956 la famiglia Giangirolami lavora la terra pontina ai piedi dei Monti Lepini. Pionieri del biologico, certificati dal 1993. 42 ettari, vitigni autoctoni e internazionali. Oggi Donato con le figlie Federica, Laura e Chiara.
Poggio Bbaranèllo
Montefiascone (VT)
Cantina a gestione familiare e femminile nella Tuscia viterbese, a pochi passi dal Lago di Bolsena. Suoli vulcanici, identità minerale. Dalla vigna alla bottiglia, tutto in casa, con attenzione a sostenibilità e biodiversità.
Il Vecchio Poggio
Isola del Liri (FR)
Graziella e Amedeo hanno comprato un vecchio uliveto su un poggio e lo hanno rianimato. Meno di un ettaro, terreno roccioso di Puddinga, Syrah, Cabernet e Malvasia. Vini naturali, affinamento in anfora. Etichette disegnate a mano.
Migrante
Olevano Romano (RM)
La famiglia Fanfarillo e il Cesanese, l’unico grande vitigno a bacca rossa autoctono del Lazio. 5 declinazioni di Cesanese, mai messo in vendita prima di 4 anni. Biologico, niente pesticidi, solo sovescio e pazienza.
Tenuta La Pazzaglia
Castiglione in Teverina (VT)
37 ettari nella Valle del Tevere. Maria Teresa e Laura Verdecchia guidano la tenuta dal 2009. Il Grechetto Poggio Triale — premiato con i Tre Bicchieri — è il loro fiore all’occhiello. Suoli argillosi, raccolta a mano, niente diserbanti.
L’Avventura
Piglio (FR)
Produttori di felicità. Cesanese del Piglio DOCG e Passerina del Frusinate dai filari che guardano i Monti Ernici. Un vino fatto bene, in un posto come questo, ha il potere di rendere le persone davvero felici.
Terre d’Aquesia
Acquapendente (VT)
Vincenzo Adduci, ingegnere chimico per vent’anni, un giorno si è laureato in viticoltura e ha aperto una cantina. Sulla Via Francigena, nell’Alta Tuscia. 10 ettari di Sangiovese, Ciliegiolo, Grechetto, Cabernet.
Le Lase
Orte (VT)
Quattro sorelle, un nome etrusco e vigne sulla riva destra del Tevere. Cantina giovane (2004) e femminile, biologiche per convinzione. I loro vini? Passione, lavoro di squadra e una buona dose di imprevedibile.
Palazzo Tronconi
Arce (FR)
Marco Marrocco ha lasciato Roma per tornare nella Valle del Liri. Nella residenza nobiliare dei Tronconi ha creato cantina, osteria e b&b, rimettendo al centro vitigni autoctoni dimenticati: Lecinaro, Pampanaro, Capolongo, Maturano.
I Ciacca
Picinisco (FR)
Nato in Scozia, avvocato, Cesidio Di Ciacca ha mollato tutto per tornare nel borgo della sua famiglia nella Val di Comino. Ha piantato Maturano: vitigno autoctono unico al mondo. Biologico, 600 metri, Parco Nazionale.
Sergio Mottura
Civitella d’Agliano (VT)
Una delle cantine più note del Lazio. Sebastiano Mottura porta avanti il lavoro del padre Sergio nella Teverina, terra di Grechetto — il vitigno bianco che qui ha trovato la sua espressione più alta.
Donnavittori
Paliano (FR)
Un sogno condiviso tra amici da tutto il mondo, uniti dall’amore per il vino, i cavalli e l’arte. Nel 2021 Maria Vittori ha piantato i primi vigneti nella campagna ciociara. Cesanese del Piglio DOCG, biologico, fermentazioni spontanee.
I Pàmpini
Acciarella (LT)
Vini di mare, cuore contadino. Carmen ed Enzo, dal ’99 coltivano visioni e vitigni tra l’entroterra e il mare. Assecondando la natura e difendendo l’identità di un territorio unico. Artigiani del vino, fieri vignaioli indipendenti.
Petrucca e Vela
Piglio (FR)
Tiziana Vela e Fabrizio Petrucca, dal 1969 nella terra del Cesanese. Cinque ettari a 500 metri, tra i vigneti più alti di Piglio. Cesanese di Affile in purezza, biologico, primo DOCG rosso del Lazio. Il loro Cifione è nella Top 100 d’Italia.
Tenute Filippi
Cori (LT)
Matteo Filippi, 23 anni e già due annate alle spalle. Bellone e Nero Buono di Cori — vitigni autoctoni rarissimi — coltivati in biologico. Vini con nomi da filosofi: Platone, Enea, Cartesio. Cantina nuova appena inaugurata.
Cantine Prima Luce
Tarquinia (VT)
Cantina giovanissima nella Maremma laziale, sulle colline plasmate dagli Etruschi. Argilla ostile e brezza marina. Vermentino, Viognier, Cesanese in purezza. Etichette ispirate ai dipinti etruschi, vini come fenomeni atmosferici.
Cantinamena
Lanuvio (RM)
La famiglia Mingotti, bresciani innamorati dei Castelli Romani. 18 ettari su terreno vulcanico tra i Castelli e il mare, biologici dagli anni ’80, certificati vegan. Patientia, Arcana, Divitia: la pazienza è una ricchezza segreta.
Vieni a conoscerli il 9 maggio
Riserva della Cascina · Via Appia Antica, 560 · Roma · ore 11:00 – 19:00